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Torte

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

17 April 2021
Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

“Volli, sempre volli, fortissimamente volli.” 

Per raggiungere l’obiettivo che aveva e divenire quindi quel grande letterato che poi fu, Alfieri chiese un bel giorno ad un suo servitore di legarlo alla sedia, assumendo l’unica posizione che gli avrebbe permesso di realizzare il suo sogno: essere un grande scrittore tragico.

Lo chiese dopo aver capito che la sua prima tragedia, che scrisse mosso da “noia, e il tedio d’ogni cosa, misto a bollor di gioventú, desiderio di gloria, e necessitá di occuparmi in qualche maniera, che più́ fosse confacente alla mia inclinazione” lo aveva trasfigurato, nel giro di pochissimo tempo, da giovane dissipato a grande autore tragico agli occhi del pubblico.


Insomma, aveva sfoggiato un talento, quel talento era poi esploso nel cielo stellato come il più bello dei fuochi d’artificio e aveva tenuto il pubblico con il naso all’insù e la bocca aperta. 
Ma una forte dose di consapevolezza gli imponeva di ricordare che tutte quelle bocche si sarebbero chiuse di nuovo, se lui non avesse deciso di spingersi un po’ oltre.
Sentiva d’essersi esposto, d’aver contratto una sorta di impegno non solo verso gli altri ma anche nei confronti di sé stesso e per fare in modo che quel fuoco non si esaurisse nel ricordo di un bagliore ma si trasformasse invece in una stella, doveva volerlo, e pure di brutto, per dirlo in prosa.

Per cui, da quel giorno, lui volle e lo volle fortemente: studiare, imparare, diventare uno scrittore.

Il più classico degli esempi per riflettere su quanto ci viene raccontato da secoli, ossia che la ferma volontà non ha ostacoli: volere, dunque, è potere. 
Io ci credo: credo nella potenza di questa espressione da un tempo indeterminato, un tempo che non so contare, ma del quale conservo lucidamente vivide immagini.
Alcune hanno sfumature ciclamino, come il colore delle lussuosissime e brillanti ballerine che a 6 anni rapirono i miei occhi mentre passeggiavo con mamma per le vie del centro: “No che non te le prendo, non ti servono”.
Eppure sentivo che sarei stata una fata più magica con quelle babbucce ai piedi, avrei volato più alto: di questo io ne ero convinta, mia madre forse meno. 
Le settimane successive quel colpo di fulmine furono dedicate a solleticare i denti da latte pur di racimolare qualsiasi moneta, dopo aver dato fondo a tutti i porcellini e gli elefanti in ceramica che tenevo sulla libreria. 
Arrivai a contare 36 mila lire e, solo a quel punto, mamma decise di colmare la piccola differenza mancante per premiare la determinazione. 
Lo so, un accostamento piuttosto dissacrante se paragonato all’antefatto di Alfieri, ma, suvvia, avevo pur sempre 6anni e quello… beh, mi piace pensarlo come l’inizio.

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

Quando penso a fatti ed esperienze della mia esistenza in cui ho fortemente creduto e che poi ho avuto la determinazione di realizzare, lo ammetto, mi sento leggera e… pure decisamente più alta di quel metro e sessantacinque che sono.
Un caro amico che ha aggiunto sostanza alla mia vita nella fascia d’età tra i 25 e i 30 e che abitava a svariate regioni di distanza da me, mi faceva sempre sorridere quando apostrofava questo mio sentirmi “modestamente” appagata per un vivere così intriso di obbiettivi da raggiungere, dicendo: “No Lucia, non posso venire da te, tu sei una donna completa”
E io me la ridevo un bel po’, imbarazzata per quella battuta-verità così genuinamente e pittorescamente raccontata che mi accostava ad un Grand Hotel a 100 stanze ma tutte sempre, perennemente, occupate. 
Me lo diceva più di 10 anni fa, ma so che lo pensa ancora oggi, anche se ha smesso di dirmelo perché le regioni sono diventate paesi e le distanze incredibilmente più complesse da accorciare.

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

Se oggi tocco le mie braccia non sento certo una potenza muscolare degna di nota, ma se mi tengo la testa tra le mani a volte riesco a percepire quella massa di pensieri e desideri in cui ho creduto, che ho trasformato in azione e che mi hanno resa quella che sono. E percepire la forza di un volume così immateriale mi emoziona sempre parecchio. I piccoli e grandi obiettivi, più o meno importanti, che ho provato a realizzare sono stati viaggi esperienziali di crescita, momenti di gioco in cui sono stata curiosa attrice e spettatrice allo stesso tempo, a volte quasi show in cui qualcuno, dal di fuori, avrebbe potuto esclamare “ma dai, ma te la fai e te la ridi da sola!”. 
Già, e con che convinzione, pure!
Proprio come accadde quella volta, durante il secondo anno di Liceo Classico. 

Durante l’ora di italiano un uomo in uniforme entrò in classe e, con una solenne cadenza romana, annunciò che l’Aeronautica di Guidonia stava selezionando nelle scuole superiori della mia città, ragazzi/e interessati a sperimentare il volo a vela.
“Queste persone dovranno frequentare un corso di base di fisica e poi potranno fare una prova pratica di volo pilotando un aereo leggero quadriposto, naturalmente con uno di noi vicino.”.
Sotto gli occhi stralunati delle compagne apposi il mio nome su quella lista bianca, proprio accanto a quello del mio migliore amico.
Fu così che, nei giorni a seguire, mi ritrovai a frequentare pesantissimi corsi in aula magna sulle trecce di Berenice e sulle forze aerodinamiche, temi che, scegliendo il Classico, avevo sperato di risparmiarmi. Il cervello mi scoppiava, ma provavo a tenere duro: il fine era davvero volare alto.
Il giorno della prova di volo mi resi conto, per la prima volta, cosa significasse essere l’unica femmina in mezzo ad un mondo di maschi: ero delicatamente emozionata, diversamente agitata.
Di questo se ne resero conto anche i due giovanissimi militari della base aeronautica convocati dal comandante ad occupare i due sedili posteriori al fine di bilanciare il peso del velivolo: “aho, ma sei l’unica ragazza, tu? Ma se sicura-sicura di volerlo fare? Speramo bbene…”.
Lecito chiederselo, per carità, ma cosa gli faceva credere che tutti gli altri, tranne io, fossero dei prodigiosi Sullenberger in grado di farli planare sull’Hudson?
Feci passare avanti a me tutti gli scalpitanti e, senza rendermene conto, mi guadagnai la fortuna di effettuare il mio volo sul fare della sera: non c’era più nessuno a guardare, neppure il sole. Mi beai di quel breve ma incredibile viaggio sopra i tetti della mia città e di un atterraggio su una pista che sembrava addobbata per Babbo Natale.

L’avevo sognato fin da bambina e il momento di volare, alla fine, era arrivato: quelle ballerine mi erano servite.

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

Un preambolo lunghissimo per introdurre la torta di oggi, una layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori che, più che un semplice dolce, rappresenta una vera sfida intrapresa in età adulta e cominciata più di un anno fa, quando tutti noi abbiamo capito che, se desideravamo ancora volare, avremmo dovuto esercitarci a farlo anche senza muovere un dito.
Galeotta fu la scoperta dell’esistenza di una carta in pasta di zucchero che non fosse pacchianamente e geometricamente decorata, ma che potesse raccontare un’idea di primavera che avrebbe sparato la Lucia settenne direttamente nell’iperuranio. 
La volevo del colore delle mie ballerine, sfacciata e intensa come i fiori che ogni mio abitino o maglietta dovevano necessariamente avere per farmi sentire una vera fata. Colori forti, ad alto tasso di saturazione viola o magenta, possibilmente.
Solo a fine 2020, dopo una lunga ricerca online che mi ha condotta dal sud Africa agli Stati Uniti, la scoperta di un produttore inglese e poi… una sfavorevole Brexit a complicare il tutto.  
Ma io volevo, volevo intensamente quei foglietti cari da morire e li volevo esattamente di quei colori: frivoli e kitschcome si può dipingere una primavera per Barbie. 
L’attesa coprì le feste di Ognissanti, Natale, Capodanno e si protrasse fino a Carnevale. Poi, una volta arrivati, impiegai l’ultimo mese d’inverno a studiarli con il timore che si riserva alle presenze aliene: un’ansia generata dal non sapere come gestirli poiché, se c’è una cosa su cui non ho mai avuto la passione di esercitarmi a lungo, è proprio il mondo della pasta di zucchero che ho sempre amato quanto le code al supermercato. 
Poi, finalmente, il grande giorno: quello del “hai voluto la bicicletta? Ora pedala.”.

Un giovedì qualunque in cui tutto quello che poteva accadere, accadde: dalla dimenticanza di un ingrediente a torta infornata, passando per il continuo squillare di campanello e cellulare, all’ironica e interminabile coda al supermercato.
A metà pomeriggio, stremata, piazzai per cappello a quell’abbozzo di layer cake ancora da finire dei ranuncoli che più sfacciati non si poteva e infine decisi di togliermela dalla vista annegandola tra le bottiglie di vino della buia cantina.
Tornai sù, mi misi la tuta e feci ginnastica: insomma, una follia dietro l’altra. 
Alle cinque del mattino seguente mi svegliai esagitata (come riesco ad essere quando mi sento preda di situazioni irrisolte) e, alle prime luci dell’alba, io e lei di nuovo ci guardavamo come due lottatrici ai rispettivi angoli del ring.

Layer cake con fiori allo yogurt, lime, mirtilli

Via i ranuncoli, via gli eccessi di icing sugar, qualche revisione, un po’ di trucco e parrucco, troppi click-click ma… a mezzogiorno potevo dirmi soddisfatta, almeno alla vista. La mia primavera teen si era compiuta.
Non sapevo che, in realtà, il meglio doveva ancora arrivare.

La sera stessa decisi di esibire orgogliosa il nuovo trofeo ai prossimi, tuttavia dovetti fare i conti con quello che raccolsi e che mi ricordò vagamente gli sguardi interdetti delle compagne di classe del Liceo il giorno che apposi il mio nome sul quel foglio.
Ma che roba è quella cosa intorno? Ma questo non è il tuo genere. No, ma, quei colori non sono i tuoi. 
Ma si mangia? Mai visto così tanti colori accesi insieme. Strana… ma quegli ingredienti poi, non sembra il tuo stile.

La vuoi davvero pubblicare?

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

Ma come? Dai, siete seri? Non ve le ricordate le mie ballerine fuxia? Sono io!
Questa torta sono io, sono dannatamente io! Perché io sono la sempliciotta frolla con due etti di burro e la Croquembouche da 70 cm, la seria collaboratrice d’azienda e una gioiosa pasticcera, una dipendente a stipendio fisso e una free lance che risponde solo a sé stessa, una solitaria che sta bene sola nel suo mondo e una persona che sa anche ascoltare.

Perché noi possiamo essere ciò che desideriamo, e mille altre cose in più, se lo vogliamo e, soprattutto, ci proviamo.

(Per tranquillizzare chi mi sta leggendo: nonostante in famiglia non abbia sollevato ole per il suo aspetto evidentemente pacchiano, dopo l’assaggio, questa layer cake allo yogurt, lime e mirtilli e fiori ha però ha suscitato diversi “…da non credere, è davvero una tra le torte più buone che tu abbia mai fatto”.)
Tié.

LAYER CAKE PRIMAVERILE ALLO YOGURT, LIME, MIRTILLI E FIORI

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori coperta di pasta di zucchero

SUGGERIMENTI

Se decidi di utilizzare questo tipo di fogli di pasta di zucchero per decorare le torte, accertati di applicarli su crema al burro e non altre tipologie di creme troppo umide e, soprattutto, non riporre la torta in frigorifero per evitare che si bagni.
Tienila in un luogo fresco e asciutto fino al momento del consumo. 
La mia si è mantenuta perfettamente 3 giorni a temperatura ambiente (circa 20 gradi) coperta da pellicola. Se fa caldo, naturalmente, i tempi si accorciano fino a diventare ingestibili.

Ho acquistato i fogli su Ebay cercando le parole chiave “edible icing sugar sheets”.
Quello che ho usato io misura 21cm*30 cm (misure utili della decorazione, al netto dei ritagli del bordo bianco, 20*28,5 cm).

Se non si ha esperienza di operazioni quali il “crumbcoat” o la copertura con pasta di zucchero, suggerisco di guardare QUESTO video. La ragazza usa due fogli A4 in verticale, dal momento che la torta è piuttosto alta, e ripiega gli eccessi nel mezzo. Io non ho voluto esagerare con l’effetto carnevale… quindi per una layer cake diametro 18 cm circa me ne sono fatta bastare uno che ho tagliato in due nel senso della lunghezza, dopo aver rimosso con una forbice i bordini bianchi di stampa. 
Essendo un A4 largo 20 cm, è importante assicurarsi che l’altezza della torta, una volta farcita e coperta di crema al burro, non superi i 10 cm.

Le basi di Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori si realizzano velocemente: mi ricordano la classica torta semplice e veloce che mi preparava mamma da piccola. Ho utilizzato dello yogurt greco (ma va bene anche quello bianco magro naturale) e della farina biologica tipo 00 di Grandi Molini Italiani: appartiene alla Linea Consapevolmente BIO ed è perfetta per tante tipologie di preparazioni tra cui le torte da forno (per via della sua bassa forza) la pasta fresca, le focacce ed i biscotti.

Se ti piacciono le layer cake, prova a dare un’occhiata anche QUI.

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

INGREDIENTI

Per le basi allo yogurt
300 g farina biologica tipo 0 W 200 Grandi Molini Italiani
13 g lievito per dolci
220 g zucchero (io Dulcita Altromercato)
zeste di un limone non trattato
3 uova a temp. ambiente
155 g yogurt a temperatura ambiente
120 g olio d’oliva
60 g olio di semi
45 g succo di limone
un cucchiaino di estratto di vaniglia
4 g sale (io in fiocchi Maldon)

Per il frosting allo yogurt e lime
240 burro a temp ambiente
240 g zucchero a velo setacciato
40 g yogurt greco a temp. ambiente
zeste di 2 lime non trattati
25/30 g succo di lime 

Per assemblare la torta 
1 foglio A4 di ICING SUGAR (vedi suggerimenti)
un vasetto di confettura di mirtilli neri
250 g mirtilli neri
foglie di menta
fiori eduli a piacere

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

PROCEDIMENTO

Prepara le teglie
Imburra basi e lati di 3 teglie antiaderenti ad anello con diametro 17/18 cm. Io uso QUESTE.
Rivesti poi solo le basi con carta forno (altrimenti i laterali della torta non cresceranno in modo uniforme).

Prepara l’impasto
Per realizzare la Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori, comincia sfregando le zeste di limone nello zucchero per far uscire gli olii essenziali.
Setaccia farina e il lievito e tieni da parte. 
Sbatti le uova con lo zucchero e le zeste di limone, lo yogurt, i due tipi di olio, il succo del limone, la vaniglia, e il sale.
Aggiungi in due volte le polveri setacciate lavorando per alcuni secondi il composto a media velocità.
Dividi equamente il composto nelle tre teglie (circa 300 g di impasto per teglia).
Inforna in forno caldo preriscaldato statico a 160° C per circa 35/38 minuti (fai la prova stecchino prima di sfornare).
Rimuovi gli anelli e lascia intiepidire su una gratella.
Prima di livellare le torte e rimuovere l’eventuale cupola che si sarà formata, consiglio di lasciarle raffreddare bene.

Come realizzare una layer cake

Prepara il frosting
Nella ciotola della planetaria, munita di frusta piatta o gommata, lavora il burro morbido con le zeste di lime ad alta velocità per una decina di minuti. Dev’essere chiaro e spumoso.
Abbassa la velocità, aggiungi lo zucchero a velo setacciato, lo yogurt ed il limone e, non appena il tutto è incorporato, aumentala di nuovo. 
Continua a lavorare fino a che avrai ottenuto un composto cremosissimo e omogeneo.
Usalo subito versandolo nella tasca da pasticcere munita di bocchetta tonda o, in alternativa, coprilo con pellicola senza riporlo in frigorifero.
Prima di utilizzarlo, se necessario, lavoralo nuovamente con la frusta in planetaria per ridargli cremosità.

Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

PER MONTARE LA TORTA

  • Livella le tre basi di torta rimuovendo l’eventuale cupola.
  • Dosa un po’ di crema su un supporto in cartoncino di diametro circa 20 cm (puoi ritagliarlo a partire da uno più grande). 
  • Appoggia il primo strato di torta sul cartoncino e pigia bene affinché si incolli.
  • Dosa un leggero strato di frosting sulla prima base e livellalo con una spatola: impedirà alla confettura di essere assorbita.
  • Dosa, a seguire, un cordone di frosting lungo il bordo del primo strato di torta. 
  • Fai un secondo cordone interno al primo in modo tale da aver realizzato un bordo dal quale la confettura non possa fuoriuscire.
  • Dosa nel mezzo della confettura di mirtilli e livellala con un cucchiaio. 
  • Copri con il secondo strato di torta e ripeti l’operazione, ma aggiungendo un altro giro interno di crema (un terzo) che ti farà aggiungere, di conseguenza, meno confettura nel centro.
  • Chiudi con l’ultima base di torta, poi distribuisci un po’ di crema su tutta la superficie e livella bene con una spatola al fine di renderla omogenea (vedi video nei suggerimenti).
  • Riponi in frigorifero per circa 30 minuti.
Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

PER DECORARE LA Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori

  • Completa la copertura della torta aggiungendo il restante frosting. Usa una spatola liscia alta. Cerca di fare un lavoro preciso al fine di avere un cilindro di dimensioni regolari: così il foglio di icing sugar aderirà meglio.
  • Per coprire la torta avrai bisogno di 1 foglio di icing sugar formato A4. Tagliandolo per il verso della lunghezza otterrai due strisce che saranno sufficienti a foderare il bordo della torta (vedi suggerimenti).
  • Posizionare ciascuna metà intorno alla torta direttamente sulla crema al burro accompagnandola bene con le mani per ottenere una superficie liscia e senza bolle. Ritaglia l’eventuale bordo di zucchero in eccesso. 
  • Decora la sommità della layer cake primaverile con mirtilli e zucchero a velo.
Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori
Layer cake primaverile allo yogurt, lime, mirtilli e fiori
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