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Torta vegana semplice al cioccolato e banana

4 July 2022
Torta vegana semplice al cioccolato e banana

Quasi un anno è passato dal momento in cui ho preso consapevolezza che cambiare stile di alimentazione non era più un qualcosa di rinviabile. Qualcuno dice che è più facile chiedere alle persone di cambiare religione, piuttosto che invitarle a modificare le proprie abitudini alimentari.
Verità sacrosanta.

Chi mi legge da tempo lo sa bene: ho usato spesso le pagine del mio blog per “sfogare” il mio doppio e controverso rapporto con il cibo, culla nei momenti di smarrimento, rifugio in quelli di solitudine, parco giochi per lo sfogo della creatività, stimolo negli occasionali momenti di noia. Il cibo è da sempre per me autentica croce e delizia.
Aggiungo, estemporaneamente, che trovo davvero curioso che confidare ad una pagina queste riflessioni mi faccia sentire più nuda che con un bikini addosso.
Pur avendo avuto negli anni un’alimentazione piuttosto varia che non escludeva nulla, ho sempre privilegiato la carne, il formaggio, la pizza e i dolci, senza grammature, senza spazi predefiniti in agenda, quasi sempre in funzione degli stati emotivi.
Non sono mai riuscita a capire – mai – nonostante l’aiuto di svariati nutrizionisti e dietologi, come sarei potuta uscire da questa prigione dorata che mi ero costruita nel tempo. Seguivo pedissequamente le indicazioni del medico di turno e poi, uscita dal periodo di tutoraggio con la pancia un po’ più piatta, tornavo nella stessa situazione di prima, orfana di indicazioni e priva di quell’equilibrio emotivo che ti permette di mantenere i risultati conseguiti nel tempo.
Perché il lunedì la pasta, il martedì il pollo, il giovedì il pesce e la pizza il sabato? Tabelle che mi angosciavano, che mi deprimevano. Bastavano due eventi di lavoro per sparigliare le carte e mandare in confusione tutto. Non sapevo più da dove ricominciare, come compensare i presunti “danni” fatti. Questo timore generava angoscia che si traduceva poi in smarrimento, sentimento che, come detto in premessa, mi conduceva dritta dritta alla porta del frigorifero.

Frutta e verdura

Non c’è un momento preciso in cui posso dire che la molla è scattata.
Di sicuro è accaduto in un spazio temporale in cui ho preso le distanze da protocolli, indicazioni mediche, barrette energetiche, pasti sostitutivi, bustine coadiuvanti, bibitoni proteici, drenanti e compagnia bella.
Ci sono stati piuttosto una serie di accadimenti che, legati insieme, hanno reso possibile una profonda presa di coscienza da cui ripartire in modo diverso, in un modo mai sperimentato prima.
Alla base di tutto posso dire che la semplicità, la semplificazione alimentare, è forse l’aspetto più importante del mio cambiamento.
Il vero “step ahead”, come dicono gli anglosassoni, l’ho fatto quando ho capito che potevo evitare di impazzire a bilanciare e comporre i pasti giornalieri.
Il cibo vitale, il cibo che nutre le cellule, che appaga e sazia e disseta senza necessità di operazioni aggiuntive, esiste già in natura e non ha bisogno di alcun bilanciamento, di alcuna rilavorazione umana. Si chiama mondo vegetale ed è il meraviglioso regalo che da millenni ci offre Madre Natura: tutto il resto è pura gola, puro piacere per il palato, gran divertimento sensoriale.
Lo so, chi mi legge starà pensando “eccola, la nazi-vegana”.

Frutta e verdura

Lungi da me assumere il ruolo di “santona” in fatto di educazione alimentare e stili di vita: tornando alle premesse fatte, so bene che parlare di queste cose spiazza e indispettisce il genere umano al pari di una bestemmia.
Quando, dopo 40 anni da onnivora con predilezione per la carne, ho iniziato a leggere e a familiarizzare con certi argomenti, ho provato un forte disagio, fastidio, sensazione di insostenibilità. Eppure in qualche angolo del mio cervello si era instillato un briciolo di curiosità di cui mi sono presa cura giorno dopo giorno; l’ho nutrita leggendo e informandomi sempre di più, provando e sperimentando sulla mia pelle i benefici di pratiche il cui solo nome mi terrorizzava, iniziando a guardare con occhi diversi cibi che da sempre vedevo come complementari ma mai come essenziali.
Ebbi una prima grande conferma del potere rivoluzionario di questo cambiamento l’estate scorsa quando mi resi conto che a digiuno riuscivo a sostenere camminate in cui, negli anni precedenti e con una diversa alimentazione, arrancavo.
Una seconda conferma è arrivata quando ho compreso questa verità portata avanti dalla medicina igienista: il cibo crudo, vegetale, è l’unico che nutre le nostre cellule fornendogli tutto ciò di cui hanno bisogno. Il cibo crudo sazia le cellule, “l’altro cibo” invece riempie lo stomaco. Una differenza abissale che mi si è palesata quando ho compreso che mezzo ananas mi sazia e disseta, mentre un sacchetto di patatine mi stimola solo “altro appetito”.

Frutta fresca

Ora sorrido quando qualcuno mi dice: “ma mangi 3/4 arance di fila per pranzo? ma ti fanno male!” e penso a tutte le volte in cui ci sembra normale mangiare yogurt, cereali, miele, un uovo, frutta e caffé insieme alle 8 del mattino, distogliendo il corpo da quella fondamentale operazione cominciata durante la notte al termine della digestione: la pulizia ed il rafforzamento del sistema immunitario. Ho scelto di fare prevenzione a monte, lasciando il tempo al mio corpo di fare ciò che è stato progettato a fare, non da noi, ma dalla natura: ripulirisi e rigenerarsi.
E quindi, ora, dopo mesi di tentativi e alcune “crisi eliminative”, il parrucchiere mi dice, senza sapere perché, che non ho mai avuto capelli così forti e belli, il dentista denti più puliti, chi mi sta accanto lo sguardo e la pelle più luminosa (oltre che gli esami perfetti). I chili, pur senza l’aiuto della bilancia, piano piano da circa 8 mesi e con un Natale e molte occasioni goderecce di mezzo, stanno calando. Ma soprattutto, sorpresa delle sorprese, la mia pelle è idratata come non mai, pur senza uso di creme. “L’idratazione viene da dentro, non da fuori”: accipicchia se è vero, altro che l’angoscia dei 2 litri di acqua al giorno.
Forse è la semplificazione, in un mondo in cui tutto sta diventando sempre più complicato, ciò che mi ha maggiormente conquistata di questo nuovo stile di vita. Non dover pensare costantemente a cosa e quanto cucinare a colazione, a pranzo e a cena è stata un’autentica liberazione. Scelgo e compro la frutta migliore che posso (arance dalla Calabria, avocado dalla Sicilia…) e di qualsiasi tipo, e ne mangio a volontà, a sazietà. Quando sento di desiderare al pomeriggio qualcosa di dolce mi diverto con smoothie alla banana, latte di cocco e datteri, mentre dopo un allenamento mi disseto con estratti di foglie verdi, autentici concentrati di clorofilla, vero motore per il nostro organismo.
Quando lo bevo cerco di ricordare i 10 miracoli che la clorofilla fa e mi sento anche meglio:

  1. La clorofilla si combina coi sali minerali, stabilizzando il loro ruolo acido o basico.
  2. Si combina anche agli enzimi delle cellule viventi, favorendo le funzioni intestinali.
  3. Stimola la formazione dell’emoglobina e degli eritrociti meglio di quanto non faccia il ferro.
  4. Favorisce le reazioni del metabolismo cellulare.
  5. Innalza la pressione arteriosa determinando un migliore afflusso di sangue.
  6. Limita il bisogno d’insulina.
  7. Accelera la cicatrizzazione delle ferite.
  8. Supplisce alla mancanza di protidi meglio degli aminoacidi.
  9. Ha un ruolo importante nella cura della ipo-funzionalità ipotiroidea, rendendo superfluo ed inutile l’uso di farmaci dopanti e dannosi tipo il prescrittissimo Eutirox.
  10. Fa regredire le cardiopatie e il diabete, restituendo tanta salute alla gente.
    (Valdo Vaccaro, classe 1943, ricercatore indipendente, divulgatore e filosofo della salute)

La cucina ora è per me lo spazio per il divertimento, luogo dove sperimentare creatività senza angosce, un mondo in cui mi muovo con una certa tranquillità. Cucino per concedermi qualcosa di originale, per intrattenere gli amici e la famiglia.
Il giorno è un lasso di tempo in cui mi dedico alle mie cose con tutte le energie di cui dispongo con il supporto solo di frutta fresca, mentre la cena un momento di calma e tranquillità in cui prendermi tutto il tempo necessario per gustare qualcosa di buono, possibilmente nella routine non troppo elaborato, con cui nutrire cellule e soddisfare anche la gola. Quando ne vale davvero la pena, mi concedo quello che le circostanze mondane offrono senza troppi pensieri, perché il nostro corpo si nutre di cibo ma anche di tempo condiviso davanti ad un caffè, emozioni, legami, risate, convivialità.
Quindi, pur se sentiamo di essere sulla strada giusta è utile ricordare che gli estremi non sono mai zone di confort e che, in ultima analisi, siamo esseri umani, mica esseri perfetti.

Torta vegana semplice al cioccolato e banana
Torta vegana semplice al cioccolato e banana
Torta vegana semplice al cioccolato e banana

RICETTA
TORTA VEGANA SEMPLICE AL CIOCCOLATOE BANANA

Questa torta è un dolce da forno senza uova e senza burro che, con insistenza, mi sono ritrovata a preparare in varie fasi di questo cammino. All’inizio, quando sentivo di avere bisogno di un qualcosa di confortevole ma non butirrico, ricadevo su questa sorta di “Pan banana“, un banana bread umido anche grazie alla presenza dell’olio d’oliva.
Ho sempre cercato strade alternative per cibarmi di dolci senza farmi troppo male, eppure, la verità è che lo zucchero resta zucchero, senza se e senza ma. A questo punto del mio lungo cammino sono dell’idea che se ho voglia di un “vero dolce” faccio o compro un “vero dolce” della tradizione come ho sempre fatto, non un surrogato, tuttavia esistono delle varianti più snelle nella lista di ingredienti ma non per questo poco gustose.
È il caso di questa torta vegana semplice al cioccolato e banana, speziata e umida.
Se si desidera fare un impasto classico le banane possono essere sostituite con 3 uova, il latte vegetale con latte vaccino, mentre lo zucchero dovrebbe essere aumentato di circa 20 grammi. Seguire poi la stessa procedura di inserimento.

Torta vegana semplice al cioccolato e banana
Torta vegana semplice al cioccolato e banana

INGREDIENTI

110 g farina tipo 0 100% grano italiano Grandi Molini Italiani
210 g farina tipo 2 decorticata a pietra Grandi Molini Italiani
80 g zucchero Muscovado
70 g zucchero Dulcita o di canna chiaro
6 g lievito in polvere
2 g sale
2 g cardamomo macinato
230 g banana matura sbucciata (circa 2)
200 g olio d’oliva extravergine
170 g latte vegetale a scelta
4/6 g rosmarino fresco
140 g cioccolato fondente

PROCEDIMENTO

Per preparare la torta vegana semplice al cioccolato e banana comincia posizionando una griglia da forno nella posizione centrale della cavità. Imposta 175°C mod. statica.
Fodera con carta forno uno stampo da plum cake da circa 28 cm oppure una tortiera diametro 24/26 cm. 
In alternativa puoi utilizzare stampi più piccoli monoporzione (tipo muffin) riducendo però i tempi di cottura.

In una ciotola capiente riunisci le farine setacciate, gli zuccheri, il lievito, il sale e il cardamomo.
In un mixer frulla le banane con l’olio e il latte a scelta a temperatura ambiente.
Versa gli ingredienti liquidi in quelli solidi e amalgama il tutto con una spatola.
Unisci infine il cioccolato fondente tritato grossolanamente, tenendone un po’ da parte, e il rosmarino tritato finemente.
Versa l’impasto nella teglia.
Distribuisci il restante cioccolato sulla sommità quindi aggiungi un pochino di zucchero di canna.
Cuoci per circa 55/60 minuti o fino a quando la cupola sarà bella gonfia e dorata e lo stecchino uscirà asciutto. 

Torta vegana semplice al cioccolato e banana
Torta vegana semplice al cioccolato e banana
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