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Idee salate, Torte

Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave DOP

2 January 2022
Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave Dop

Sono stanca di trascorrere l’inverno con la nebbia accampata fuori dalla porta di casa. Mi fissa quando spalanco i balconi, mi si incolla sulle guance quando esco in giardino, mi si intrufola sotto le caviglie quando vado a passeggiare.
Una presenza di cui farei volentieri a meno: non aggiunge nulla all’inverno perché è bianca come la neve ma, differentemente da lei, non si accompagna mai al sole. Se c’è sole non c’è nebbia, se c’è nebbia non c’è sole.

La mattina alzarsi è un’autentica sfida, ancor più tosta di quando prendevo il rumoroso bus arancione numero 9, alle 7.20, per arrivare al Liceo. Mai come quest’anno ho compreso che l’inverno è fatto per il letargo, periodo in cui la temperatura corporea, il battito cardiaco e la frequenza respiratoria degli animali rallentano, così come il loro metabolismo.
Ho accettato questa forma di inoperosità che si è gradualmente presa possesso della mia mente e del mio corpo al termine di un autunno vissuto al ritmo di un rock&roll fisico ed emotivo.
Mi sono detta che ancora per un po’ posso smetterla di correre, posso volermi bene anche se non cerco sempre di stare al passo con tutto. All’inizio di gennaio ho accettato di fare meno pasti, di essere meno attiva, di registrare meno video, di fare meno acquisti, di pubblicare meno post, di seguire meno clienti. Faccio meno, cercando di farlo meglio.
Forse è una fase, eppure sento che alcune di queste pratiche potrebbero consolidarsi nel futuro: in fondo basterebbero 60 giorni per farle diventare un’abitudine e so per certo che, almeno per due di queste, i 60 giorni sono abbondantemente passati.
Continuo a credere di agire nel verso giusto: assecondare le stagioni è ciò che siamo chiamati a fare per Natura.
Non è il ritmo del Natale o delle vacanze estive ciò che dovrebbe scandire la nostra quotidianità: quello è “il ciclo del Capitalismo”, come suggerisce Chahta Sia (Courty Yellow Wolf). Il germogliare, il rifiorire, il rinascere sono propri della primavera, mentre noi siamo ancora nel pieno dell’inverno, perciò non dovremmo rimproverarci di non essere pronti, lungimiranti, creativi, progettuali.
“Esistere è già sufficiente. Madre Natura lo sa meglio di noi. Noi siamo parte integrante di essa, non separati come il Capitalismo vorrebbe farci credere.”.
Forse è per questa ragione che continuo imperterrita a circondarmi dei suoi frutti. Acquistare frutta e verdura di stagione continua ad essere, anche ora, uno tra i momenti più creativi e soddisfacenti delle mie giornate. Li mescolo creando i piatti più appaganti, che soddisfino prima di tutto la vista. Comincio alle 16, sbucciando arance che mi faccio arrivare dalla Calabria o dalla Sicilia, e continuo alla sera, componendo delle insalate che hanno tutti i colori dell’arcobaleno: c’è il verde scuro dei broccoli, il verde chiaro dell’avocado, il rosso profondo del tardivo, il rosso screziato della cipolla, l’arancione acceso delle carote e il viola sfacciato del cavolo.
Qualche giorno fa sono rimasta imbambolata alla vista di certi bei mazzi di carote con ciuffo: li fissavo invidiando l’armonia che mostravano “uniti per i capelli” pur essendo così diversi tra loro.
Sono tornata a casa e mi sono data da fare. Ho usato i ciuffi per un pesto e arrostito gli ortaggi multicolore per comporre una torta salata. Dopo aver preparato una purea di zucca e realizzato quella mia base burrosa che ben si abbina al dolce ed al salato, ho speso delle buone mezze ore a comporre treccine decorative mentre nell’aria risuonava l’audiolibro di Morelli “La vera cura sei tu”.
Prima di infornare ho grattugiato sulla sommità un bel pezzo di Piave DOP, un formaggio cui collego molti ricordi dell’infanzia. Nonna lo toglieva dalla carta bianca e lo appoggiava in centrotavola a fine pasto, tra le mantovanine e il pane al latte dalla mollica filamentosa che mio padre non poteva vedere “Ma un pane senza crosta, che pane è?“.
Ricordo bene che lei non ci badava e immancabilmente si infastidiva se qualcuno per primo ci affondava il coltello dalla parte sbagliata: “Non si taglia dal centro!”, diceva, “sennò all’ultimo resterà solo la crosta!”.
A me tutte quelle questioni di “croste” interessavano poco e lasciavo la tavola per tornarmene a giocare con il mio pezzetto stretto tra le dita. Il suo sapore dolce era il rituale di ogni domenica sera, dopo quel risotto con le zucchine che aveva tutto il gusto del mondo, sebbene nonna lo facesse con l’acqua.
Il Piave DOP è espressione della mia terra, il risultato di un’esperienza reiterata con metodo e rigore in questo secolo, orgoglio dei casari che vivono ai piedi di quella suggestiva catena montuosa che, baciata dal sole all’alba e al tramonto, si tinge di rosa: le Dolomiti. Su quei pascoli profumati situati a ridosso dell’omonimo fiume, che testimonia difficili ed eroici momenti di un trascorso bellico, pascolano indisturbate quattro generose razze bovine il cui latte viene raccolto e lavorato secondo le antiche regole dell’arte casearia. Un piccolo tesoro che merita di essere assaggiato, soprattutto nella sua stagionatura superiore ai 12 mesi che lo rende selezione ORO, anche solo in accompagnamento ad un calice di bollicine per un sostanzioso aperitivo.
Il risultato di un pomeriggio di lavoro è una Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave DOP che si fa ricordare per dolcezza, sapore intenso e croccantezza.
Vi auguro di riempirvi gli occhi di bellezza, prima della pancia di bontà.

Le peculiarità di questo formaggio gli hanno valso il merito di una campagna di sostegno finanziata dall’Unione Europea in favore dei prodotti agricoli di qualità. Per chi fosse animato da curiosità, è possibile scoprire di più qui.

Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave Dop


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Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave DOP

INGREDIENTI

PER LA PASTA BRISÉE (oppure 2 rotoli di pasta sfoglia)

540 g farina debole setacciata
2 g sale
15 g zucchero semolato
350 g di burro freddo a cubetti
240 ml acqua fredda
55 g aceto di mele freddo

PER LE CAROTE ARROSTITE

10/12 carote miste
2 cucchiai di olio d’oliva
1 cucchiaio di aceto balsamico
1 spicchio d’aglio schiacciato
1 cucchiaino di miele
sale&pepe

PER LA CREMA DI ZUCCA

400 ml di brodo
1 cipolla
rametto di rosmarino
400 g di zucca a cubetti
sale&pepe

PER LA FINITURA

2 cucchiai di nocciole
150 g PIAVE DOP VECCHIO SELEZIONE ORO
1 uovo
foglie di maggiorana o timo

Carote arrostite al forno, carote Hasselback

PROCEDIMENTO

PER LA BASE

Mescola acqua e aceto. Metti la farina, lo zucchero e il sale nella ciotola della planetaria, mescola. 

Aggiungi il burro freddo e usando la frusta piatta lavora il tutto velocemente fino ad ottenere dei pezzetti piccoli.
Versa circa la metà dei liquidi e continua a lavorare l’impasto fino a quando “resta insieme” ma non è troppo umido.
Se necessario aggiungi il resto dei liquidi ma gradualmente: potrebbe non servirti tutti.

Rovescia l’impasto ancora grossolano sul piano di lavoro leggermente spolverizzato. Compatta e appiattisci in  forma di rettangolo, copri con pellicola e lascia riposare in frigorifero per un’ora. Al termine tiralo fuori e piegalo a 3 come fosse una lettera, quindi stendilo di nuovo e ripeti la piegatura. 

Ripeti infine per l’ultima volta questa operazione e poi riponi in frigorifero per almeno 1 ora o fino al momento dell’uso.

Preleva circa 400 g di impasto e stendilo sottilmente in forma rettangolare nello spessore di circa 4 mm.
Imburra e infarina una teglia bassa da 34*25 cm e adagia la base.
Incidi con delicatezza un piccolo bordo con il coltello affondandolo solo per pochi millimetri (ti servirà per asportare più facilmente il centro una volta cotta).
Cuoci in forno preriscaldato a 190°C per circa 20 minuti o fino a doratura. Al termine asporta il rigonfiamento centrale e riponi ancora in forno per alcuni minuti o finché non noterai che è asciutta.
Sforna e lascia intiepidire.
Ricava dall’impasto avanzato 6 striscioline lunghe circa 60 cm. Forma 2 trecce da 3 capi ciascuna e tienile da parte coperte con pellicola per evitare che si secchino.
Avanzerai dell’impasto: conservalo per altri usi.

Torta salata al forno con crema di zucca e carote arrostite
Torta salata al forno con crema di zucca e carote arrostite al forno
Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave Dop

PER LE CAROTE ARROSTITE
Pela e taglia a metà le carote. Incidile ripetutamente con un coltello affilato sul lato panciuto. Disponile su una teglia e spennellale con un condimento realizzato con 2 cucchiai di olio, 1 di aceto balsamico, 1 cucchiaino di miele e 1 spicchio d’aglio tritato. Regola di sale e pepe e inforna per circa 40 minuti a 190°C girandole a metà cottura.

PER LA CREMA DI ZUCCA
Scaldare 1 cucchiaio di olio con la cipolla tritata. Fai dorare quindi aggiungi il rosmarino e fai insaporire. Aggiungi la zucca e fai rosolare per 5 minuti. Aggiungi il brodo e porta a cottura (circa 15 minuti). Regola di sale e pepe. Quando la zucca è tenera, rimuovi il rosmarino e versala in un colino e filtra i liquidi. Frullala con un filo d’olio e tieni da parte la purea.

COMPOSIZIONE DELLA TARTE
Per completare la Torta salata con carote zucca e formaggio Piave DOP, spalma nel centro della tarte la purea di zucca, cospargi con il formaggio PIAVE DOP e appoggia le verdure arrostite. Cospargi con nocciole pestate e foglioline di maggiorana o timo, quindi spennella con uovo sbattuto i bordi e incolla le treccine che spennellerai a loro volta.
Inforna per circa 20 minuti a 190°C, finché le treccine non risulteranno dorate. 

Se ti piacciono le torte salate, prova la mia pie salata con coriandoli di verdura!

Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave Dop
Torta salata con carote, zucca e formaggio Piave Dop
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